Facebook al tribunal: aaron sorkin svela il lato oscuro del social network
Sedici anni dopo che Justin Timberlake, nel ruolo di Sean Parker, pronunciò la frase “Un milione di dollari non è figo. Sapete cos’è figo? Un miliardo di dollari”, il mondo si trova a fare i conti con le conseguenze di quella ossessione per il profitto a tutti i costi. E ora, da CinemaCon a Las Vegas, arriva la prima occhiata a The Social Reckoning, il sequel di The Social Network scritto e diretto da Aaron Sorkin, pronto a scuotere le fondamenta del nostro rapporto con i social media.

Il ritorno di zuckerberg, ma con un'ombra
Tra nuove immagini di Spider-Man: Brand New Day e il trailer di Resident Evil, la presentazione Sony ha riservato il momento clou alla rivelazione del film, in uscita il 9 ottobre. Jeremy Strong, con un trucco trasformista sorprendente, interpreta un Mark Zuckerberg più maturo, in sostituzione di Jesse Eisenberg, che aveva ottenuto una nomination all’Oscar per il primo film. Sorkin ha introdotto il progetto con parole che svelano subito la posta in gioco: “Qualche tempo fa abbiamo raccontato la storia di un ragazzo che costruì un sito web nel suo dormitorio e connetté il mondo. Da allora, tante cose sono cambiate. L’algoritmo di Facebook ha toccato ogni aspetto della nostra vita, rimodellando la realtà stessa. È giunto il momento di dire di più. È una vera storia di Davide contro Golia.”
Le prime reazioni da parte dei giornalisti presenti all'evento parlano di un legal thriller ad alta tensione, che supera di gran lunga la semplice disputa legale tra ex soci e avvocati. The Social Reckoning scava a fondo nelle rivelazioni del 2021 del Wall Street Journal, che hanno messo a nudo la consapevolezza di Facebook dei danni causati dalla sua piattaforma e il successivo tentativo di insabbiamento. Le immagini mostrate, secondo quanto riportato da DiscussingFilm, aprono con Frances Haugen, interpretata da Mikey Madison, e Jeff Horwitz, interpretato da Jeremy Allen White, impegnati a discutere di una potenziale inchiesta. La scena si sposta poi su Zuckerberg, che si difende strenuamente, definendosi un difensore della libertà di parola.
Il verdetto è unanime: Sorkin ha mantenuto il suo inconfondibile stile, con dialoghi brillanti e un ritmo incalzante. Ma la vera sfida sarà vedere se Jeremy Strong riuscirà a rendere giustizia alla complessità di un personaggio che ha plasmato il mondo moderno, e se il film saprà offrire una prospettiva critica e approfondita su un’azienda che ha rivoluzionato il modo in cui comunichiamo, lavoriamo e ci informiamo.
Mentre il dibattito online infuria, con reazioni contrastanti sul casting e sul trucco di Strong, una cosa è certa: The Social Reckoning promette di essere un evento cinematografico di grande impatto, capace di riaccendere la discussione sul ruolo dei social media nella nostra società. Resta da vedere se il film riuscirà a offrire risposte concrete alle domande che ancora ci poniamo sul futuro del web e sulla responsabilità delle piattaforme digitali.
