re ma re: l'abisso e la trasformazione dell'arte
#Re – ma – re: un'artista siciliana e il suo mondo
La mostra “Somewhere in the abyss”, che aprirà il 14 luglio al MUMA di Milazzo, presenta le opere di Emanuela Ravidà, in arte RE. L'artista siciliana esplora il tema dell'abisso, un luogo che, nonostante il suo amore per il mare e la capacità di nuotare fin da bambina, la intimorisce profondamente. La sua arte è un dialogo tra la bellezza del mare e la minaccia della sua distruzione, un invito a riflettere sul nostro impatto sull'ambiente.
La pasta di carta riciclata: un materiale inaspettato
RE utilizza un materiale insolito e significativo: carta riciclata proveniente dai volantini pubblicitari dei supermercati locali. Questo processo, reso possibile grazie al lavoro di Giuseppe Morgana e dei suoi collaboratori, trasforma un oggetto effimero e legato al consumismo in un'opera d'arte. La quantità di carta utilizzata è enorme, migliaia di volantini ogni settimana, evidenziando il ciclo continuo di produzione e spreco.
Colori abissali e tecniche innovative
L'impasto di carta diventa una materia plasmabile, sulla quale RE controlla con precisione l'applicazione del colore. Il risultato sono scorci di blu abissale, trasparenze e schiuma, che catturano la complessità e la profondità del mare. L'artista sperimenta con diverse tecniche, applicando calore con un ferro da stiro per creare effetti di trasparenza sorprendenti, invitando lo spettatore ad un'immersione visiva.
L'arazzo di plastica recuperata
Un elemento centrale della mostra è un arazzo di 8 metri per 6 realizzato con plastica recuperata dalla spiaggia. Questa opera monumentale simboleggia l'inquinamento marino e la necessità di agire per proteggere gli oceani. RE non distrugge la plastica, ma la trasforma, dimostrando come anche i rifiuti possano essere riutilizzati in modo creativo e significativo.
L'arte e il digitale: un'esplorazione ibrida
Durante la pandemia, la ricerca di RE si è concentrata sulla trasformazione, sia nello spazio fisico che in quello digitale. Per la grande installazione “The last abyss”, è stata creata una serie di corrispettivi digitali, sotto forma di NFT (Non-Fungible Tokens). Questa iniziativa mira a finanziare la mostra e il museo, dimostrando come l'arte possa evolversi e trovare nuove forme di espressione nel mondo digitale.
Un messaggio di speranza e trasformazione
L'opera di RE, come sottolinea Federico Bonelli, si trasforma da speculazione finanziaria a messaggio spirituale. L'artista cerca di connettersi con la “entusiasmante voglia di pulizia delle nuove generazioni”, offrendo un’alternativa al consumismo e promuovendo un futuro più sostenibile. La sua visione del mondo è panpsichista e dinamica, una celebrazione della trasformazione e della bellezza che può emergere anche dalle situazioni più difficili.