Trump, il racket degli aiuti: quando la politica infanga la gestione delle emergenze
La notizia è sconcertante, ma purtroppo non sorprende: il Presidente Trump sembra aver trasformato gli aiuti federali per le calamità naturali in un mero strumento di propaganda Politica. Un comportamento che rasenta l'estorsione, a danno di cittadini in difficoltà e in violazione di ogni principio di equità.
Un gioco di favori tra partiti
Secondo quanto riportato da Politico, l'amministrazione Trump ha sistematicamente negato aiuti a stati guidati da Democratici, approvandoli invece per quelli governati da Repubblicani. L'esempio più recente riguarda il rifiuto di 227 milioni di dollari destinati a New York, New Jersey, Massachusetts e Rhode Island, duramente colpiti da una violenta nevicata a febbraio. Contrariamente, solo due giorni prima, erano stati approvati fondi simili per sei stati a guida Repubblicana, in un contesto in cui Trump non ha esitato a lodare esponenti politici del suo partito e candidati alle prossime elezioni.
La lettera della delegazione democratica del Rhode Island al Presidente è lapidaria: “È inaccettabile politicizzare il processo di dichiarazione di calamità”. Un'accusa prontamente ripresa dal senatore Andy Kim del New Jersey, che ha chiesto spiegazioni immediate, sottolineando come la Politica di Trump appaia “untainted by politics” – un'affermazione già di per sé paradossale vista la situazione.
L'amministrazione Trump sembra aver elevato la propaganda a elemento centrale della gestione delle emergenze.

La politica al posto del dovere
Ma il quadro è ancora più desolante se si considerano i dettagli delle comunicazioni ufficiali. Durante l'annuncio dell'approvazione dei fondi per la Louisiana, Trump ha esaltato i politici Repubblicani locali e la candidata Julia Letlow. Analogamente, in Wisconsin, ha preferito menzionare il Congresso Tom Tiffany, “who has my Complete and Total Endorsement for Governor!”, piuttosto che il governatore Democratico Tony Evers, colui che aveva richiesto i fondi. Anche nel caso del Kansas, l'omissione del governatore Laura Kelly (D) a favore del senatore Roger Marshall (R) e del candidato Ty Masterson, anch'egli con l'endorsement di Trump, è un colpo basso che evidenzia la spregiudicatezza dell'amministrazione.
Abigail Jackson, portavoce della Casa Bianca, ha tentato di difendere l'operato del Presidente, sostenendo che le sue decisioni siano frutto di una “più approfondita revisione” delle richieste di aiuti. Un'affermazione che suona come un tentativo disperato di mascherare una realtà inequivocabile: l'uso distorto dei fondi pubblici per fini elettorali.
La cifra parla chiara: mentre i cittadini di quattro stati si trovano ad affrontare le conseguenze di una catastrofe naturale, l'amministrazione Trump si preoccupa di raccogliere consensi e consolidare il proprio potere. Un comportamento che, a detta di molti, meriterebbe una seria indagine e, forse, anche conseguenze ben più pesanti di una semplice condanna morale.