Coachella 2026: addio boho, benvenuta sofisticatezza?

Il deserto di Indio si prepara ad accogliere la ventunesima edizione del Coachella, il festival musicale che da anni detta legge in fatto di musica e, soprattutto, di stile. Sabrina Carpenter, Justin Bieber e Karol G saranno le voci a guidare le serate, ma, come sempre, l'attenzione del pubblico sarà divisa tra le performance e l'infinita sfilata di look che anima il festival.

Il mito del boho-chic: un

Il mito del boho-chic: un'era al tramonto?

Per anni, Coachella è stato sinonimo di un'unica parola: boho-chic. Un'estetica che evocava abiti a fiori, gonne ampie, cowboy boots e corone floreali, un'immagine che, soprattutto negli anni 2000, si è impressa nella memoria collettiva, consacrata dalle scelte stilistiche di star come Kendall Jenner e le sorelle Hadid. Ma il tempo passa, le tendenze cambiano e ci chiediamo: questo stile, così iconico, può ancora sopravvivere nel 2026?

La buona notizia è che il boho-chic è tornato in auge, grazie anche alla riscoperta di Chloé, ma in una versione più matura e raffinata. Il punto è che il modo di vestire, in generale, si è evoluto. Coachella deve necessariamente rimanere ancorata a questo immaginario? Assolutamente no. L'imperativo è elevare il mood sartoriale, aggiungendo un tocco di originalità e sperimentazione.

Le passerelle della primavera 2026 ci offrono spunti interessanti: Isabel Marant ha reinterpretato i classici del festival – gilet minuscoli e pantaloni cargo – in tessuti pregiati come il crochet e la rafia. Chloé, invece, ha puntato su camicie floreali romantiche abbinate a pantaloni bianchi aderenti, un mix di delicatezza e modernità che stempera l'eccessiva carica folk.

Alyssa Hardy, digital director di Teen Vogue, sottolinea l'importanza di abbandonare la fast fashion usa e getta, proponendo un approccio più vintage e consapevole. Christian Allaire, redattore di Vogue, suggerisce di rispolverare l'estetica indie degli anni 2000, reinterpretandola in chiave contemporanea. La sua scelta? Un paio di jeans perfetti, come quelli della collaborazione Bode x Levi’s, o un look americano rivisitato con un tocco di originalità.

Nicole Phelps, global director di Vogue Runway, ci ricorda l'importanza del comfort e della praticità, suggerendo un paio di stivali Frye robusti e, naturalmente, protezione solare e tappi per le orecchie. Emma Specter, culture writer di Vogue, invita a riutilizzare capi già presenti nell'armadio, trasformando una sciarpa in un top o tagliando un paio di jeans.

Anna Cafolla, news editor di Vogue, propone un'audace combinazione vintage: un slip Prada degli anni 2000 abbinato a un set di intimo rosa acceso e sneakers Miu Miu consumate. Irene Kim, production and editorial associate di Vogue Runway, suggerisce un completo coordinato e sandali con jelly, privilegiando il comfort rispetto all'apparenza.

Anche Zoe Kravitz, icona di stile, ha già dato il suo contributo, optando in passato per look semplici e disinvolti. La lezione è chiara: meno è, spesso, meglio. La vera Coachella style del 2026 sarà quella che sa fondere il fascino del passato con lo spirito innovativo del presente, evitando di cadere nella trappola del cliché e dell'eccessivo apparato.

La parola d'ordine? Funzionalità. Alexandra Hildreth, fashion news writer di Vogue Runway, invita a pensare a capi resistenti e riutilizzabili, come un bralette in crochet abbinato a stivali Blundstone o un windbreaker con cowboy boots. Dimenticate i look studiati per Instagram, puntate sull'abbigliamento pratico e versatile.