Guerra sui social: quando i brand si gettano nella beef di tiktok
Il mondo dei social media è un campo di battaglia, e le ultime settimane lo hanno dimostrato in maniera eclatante. Mentre gli utenti scorrono freneticamente tra video e reel, una faida tra influencer ha infiammato Instagram e TikTok, portando con sé un’inaspettata conseguenza: l’ingresso massiccio dei brand nel conflitto. Non più semplici spettatori, le aziende sembrano aver capito che il modo per intercettare l’attenzione del pubblico è quello di immergersi nel caos, con risultati a volte geniali, a volte disastrosi.
Il contesto: alix earle contro alex cooper
La scintilla è scoccata con un video di Alex Cooper, conduttrice di “Call Her Daddy”, che criticava Alix Earle, un’altra influencer di grande successo, accusandola di creare drammi fittizi per aumentare la visibilità. Da quel momento, la situazione è degenerata rapidamente, con i rispettivi fan che si sono schierati da una parte e dall’altra. E, come spesso accade sui social, l’argomento è diventato virale, alimentando un dibattito che ha rapidamente superato i confini delle community di influencer.

Brand in azione: dal commento ironico al marketing “social”
Ma la vera sorpresa è stata la reazione dei brand. Invece di ignorare la controversia, molti marchi hanno deciso di unirsi alla conversazione, inserendo commenti spiritosi e talvolta audaci sotto i video delle due influencer. Subway Germania, ad esempio, ha commentato il video originale di Cooper con un invito a “mangiare biscotti e latte per riprendersi da questo livello di piccantezza”, guadagnando ben 127.000 like. Anche Wingstop e Ocean Spray hanno partecipato alla “battaglia”, aggiungendo benzina sul fuoco con commenti altrettanto ironici. Questo approccio, una vera e propria inversione di tendenza, segna un cambiamento radicale nel modo in cui i brand utilizzano i social media.

L'evoluzione del marketing: dalla pubblicità tradizionale all'inclusione sociale
Se un tempo i brand si limitavano a pubblicare contenuti promozionali e a monitorare i commenti, oggi sembra che abbiano compreso l’importanza di partecipare attivamente alle conversazioni online. Come sottolinea Gemma Lacey, consulente e editor di Puss Puss Magazine, “i brand stanno passando da un canale di trasmissione a un utilizzo sociale, creando in-jokes e partecipando a conversazioni che si svolgono online”. Questo è particolarmente evidente nel settore della moda, dove brand emergenti come Damson Madder e Peachy Den, insieme a marchi social-first come Gap, stanno rispondendo direttamente ai commenti dei consumatori, creando un senso di comunità e di autenticità.
Il rischio e l'opportunità: navigare nel mare dei commenti
Tuttavia, questo nuovo approccio non è privo di rischi. Immergersi in discussioni potenzialmente controverse può portare a conseguenze negative per l’immagine del brand. Ma, allo stesso tempo, offre un’opportunità unica per raggiungere un pubblico più ampio e per costruire una relazione più autentica con i consumatori. In un’epoca in cui l’attenzione degli utenti è sempre più frammentata, i commenti rappresentano un prezioso spazio per farsi notare e per generare engagement.
L'algoritmo e il futuro: i commenti come nuovo touchpoint
La diminuzione della portata organica su Instagram, da un 10-15% nel 2020 a un misero 2-3% nel 2025, rende ancora più cruciale l’utilizzo dei commenti come strumento di Marketing. Secondo Alexa Kesta, consulente di social media, “per i brand di moda, questo apre una nuova forma di visibilità. Invece di pubblicare solo campagne patinate, possono inserirsi direttamente nelle conversazioni che catturano l’attenzione”. Camilla Cicchetti, brand manager di Cetaphil UK, sottolinea che “i commenti sono diventati un nuovo punto di contatto nel percorso d’acquisto, soprattutto per i consumatori più giovani e tecnologicamente esperti”.
Ma la vera sfida non è solo commentare, ma farlo con intelligenza e autenticità. Come avverte Le, “il vero passo avanti è avere una certa disciplina conversazionale. Non partecipare a conversazioni a cui non sei stato invitato, ma farti avanti quando il tuo prodotto, il tuo cliente o la tua opinione sono già oggetto di discussione”. Perché, in fondo, il social media è un palcoscenico condiviso, e i brand devono imparare a recitare la loro parte con naturalezza e ironia.