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Nathan lane: dal cabaret all'hollywood, la trasformazione di una leggenda

Chi l'avrebbe detto che l'uomo che si è fatto conoscere per un cameo in Il Re Leone, e che ha osato esibirsi in pumps e muta sul palco, sarebbe diventato una delle figure più ammirate di Broadway e, ora, una star di Hollywood? Nathan Lane, all'anagrafe Joseph Lane, ha finalmente conquistato il suo posto sotto i riflettori, e lo fa con un'audacia e un'ironia che lo rendono unico.

Un esordio inaspettato: l'aprile e i tacchi a spillo

Tutto è iniziato, o forse si è consolidato, quattro anni fa con il clamoroso successo del revival di Guys and Dolls. Ma è stato nel 2000, con Love! Valour! Compassion! di Terrence McNally, che Lane ha davvero lasciato il segno. La sua entrata in scena, quasi nuda con un semplice grembiule e tacchi a spillo, è diventata leggendaria, un momento di rottura che ha sfidato le convenzioni e ha mostrato al mondo la sua versatilità e il suo coraggio.

Lane, con un sorriso autoironico, ricorda come McNally volesse spingerlo ancora oltre, suggerendo un'entrata in scena completamente nuda. “Ho detto di no, ovviamente. Ho insistito per avere qualcosa di più, un tocco di teatralità che lo rendesse memorabile.” E così è stato. La scena è stata poi riproposta durante la cerimonia dei Tony Awards, con Lane che cantava “I Feel Pretty” con un aplomb e una nonchalance che hanno conquistato il pubblico.

Dalla comicità al dramma: una carriera a tutto tondo

Dalla comicità al dramma: una carriera a tutto tondo

Lane non è solo un comico. È un attore capace di passare con disinvoltura dalla leggerezza al dramma, dall'umorismo più spumeggiante alle interpretazioni più intense. “È un artigiano della comicità,” afferma Jerry Zaks, regista di Guys and Dolls, “un attore che sa fare tutto, che non ha paura di mettersi in gioco.” La sua versatilità è stata riconosciuta anche da Laurence Fishburne, che lo definisce un attore da ammirare.

E ora arriva The Birdcage, il remake del classico francese La Cage aux Folles, con Robin Williams e Gene Hackman. Un ruolo importante, la sua prima vera occasione al cinema, dove interpreta Albert, un drag queen temperamentalmente adorabile. Un personaggio che lo vede protagonista di un'evoluzione artistica, lontana dagli stereotipi e vicina a una rappresentazione più profonda e complessa dell'identità.

Un passato difficile e una rinascita artistica

Un passato difficile e una rinascita artistica

Dietro il sorriso bonario e l'autoironia di Nathan Lane si cela un passato difficile. La perdita del padre, un cantante con un talento sprecato, ha segnato profondamente la sua infanzia. “Era come una famiglia uscito da un’opera di Eugene O’Neill,” ricorda Lane. Ma è proprio dalle difficoltà che è nata la sua passione per il teatro, un modo per dare voce alle proprie emozioni e per connettersi con il pubblico.

Lane ha costruito la sua carriera passo dopo passo, affrontando lavori umili e sacrifici. Dalle commedie scolastiche ai dinner theater, dalle esibizioni di stand-up ai telegrammi musicali. Un percorso lungo e tortuoso, ma che lo ha portato a diventare uno degli attori più amati e rispettati del panorama americano.

E mentre alcuni lo paragonano a Jackie Gleason e Zero Mostel per la sua energia scenica e le sue dimensioni generose, Lane continua a sorprendere, a reinventarsi, a sfidare le aspettative. “Sono un cruller,” afferma con un sorriso, “non un toast.” E il suo futuro, come la sua carriera, promette di essere ricco di sorprese e di emozioni.