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Andrew, il principe che affittava le regie: scandalo immobiliare a windsor

Il Principe Andrea, ancora nel mirino per i suoi legami con Jeffrey Epstein, è finito al centro di un nuovo e clamoroso scandalo. Un rapporto della National Audit Office (NAO), l'organismo di controllo della spesa pubblica britannico, ha rivelato dettagli sconcertanti sulla gestione delle residenze reali, mettendo in luce un sistema di subaffitti che solleva seri interrogativi sulla trasparenza delle finanze della Corona.

Un’indagine che apre nuovi scenari

Un’indagine che apre nuovi scenari

Il rapporto, frutto di un'analisi approfondita durata vent'anni, è stato commissionato proprio in seguito alle crescenti critiche rivolte alle finanze del Principe Andrea e alle sue complesse vicende patrimoniali. Al centro della polemica, Royal Lodge, l'imponente residenza di Windsor da cui il Principe è stato “gentilmente” allontanato dal Re Carlo dopo lo scandalo Epstein. Secondo la NAO, il contratto di Royal Lodge includeva ben tre cottage che il Principe aveva la facoltà di affittare a terzi.

Lo scandalo è che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i proventi di questi affitti sono finiti direttamente nelle tasche del Principe, e non nelle casse del Crown Estate, l'ente che gestisce i beni della Corona. Un dettaglio che ha scatenato l'indignazione di esponenti politici e del mondo del controllo pubblico.

Norman Baker, ex ministro dell'Ufficio per gli Interni, ha definito la situazione “assurda”, denunciando come il pubblico venga “truffato”. Anche Baroness Margaret Hodge, ex presidente del Public Accounts Committee, ha espresso forte disappunto per l'impossibilità da parte del watchdog di accertare l'ammontare esatto dei guadagni di Andrea.

Palazzo Reale, nel tentativo di dissipare i dubbi, ha fatto sapere che i cottage erano affittati a dipendenti o ex dipendenti e che i relativi introiti servivano unicamente a coprire i costi di manutenzione e gestione delle proprietà, senza generare profitti significativi. Una versione che, però, non placava le critiche.

Ma la vicenda non si limita al Principe Andrea. Il rapporto della NAO ha inoltre evidenziato come anche le Principesse Beatrice ed Eugenie, figlie di Andrea e non membri della famiglia reale attiva, godano di alloggi all'interno dei palazzi reali di Londra, con le relative spese pagate tramite il Privy Purse, il fondo privato del Re. Un ulteriore elemento che alimenta il dibattito sulla trasparenza delle finanze reali.

Buckingham Palace ha tentato di stemperare la situazione, affermando che il rapporto riflette l'impegno della famiglia reale verso la trasparenza e che le disposizioni relative alle proprietà reali variano in base a diversi fattori, allo scopo di garantire un utilizzo appropriato delle residenze.

Nonostante le giustificazioni, la vicenda ha riaperto il dibattito sulla gestione dei beni reali e sui privilegi di cui gode la famiglia Windsor, un tema che continua a dividere l'opinione pubblica britannica.