Il Risveglio del Cavaliere: Un Murales Riscoperto a Messina
Un tesoro artistico riemerso
Un'eccezionale scoperta ha riportato alla luce un murales di Giovanni Cammarata, un artista messinese dimenticato per decenni. Il restauro di quest'opera è di grande importanza per due ragioni principali: rivela la visione innovativa di Cammarata e restituisce alla città un pezzo fondamentale della sua storia artistica, il murales più antico di Messina. In un'epoca dominata dalla street art, il murales di Cammarata rappresenta una vera e propria genealogia cittadina, riportando le radici dell'arte urbana alle sue origini nel quartiere.
Chi era giovanni cammarata?
Giovanni Cammarata (Messina, 1914 – 2002), un cementista, dedicò gli ultimi trent'anni della sua vita a trasformare la sua abitazione in un museo a cielo aperto, un parco urbano e un giardino di sculture fantastiche. Cambiò il nome di Via Maregrosso in Via Belle Arti, decorando ogni angolo con murales raffiguranti mostri, figure femminili, castelli ed elefanti. Purtroppo, gran parte di queste opere sono andate perdute, ma rimane un marciapiede trasformato in un'irregolare versione del “Boboli” e una cappella votiva con statue e elementi architettonici.
La memoria di zonacammarata/lalleru
La memoria di Giovanni Cammarata è ancora viva tra gli abitanti del quartiere e i giovani di Messina. Dal 2012, il collettivo Zonacammarata, ora divenuto associazione Lalleru, organizza annualmente eventi per promuovere la sua eredità e collegarla con le dinamiche urbane della città. Questi eventi includono mostre, convegni, esplorazioni urbane e concerti, contribuendo a mantenere vivo il suo spirito artistico.
La rinascita di via belle arti
Dal 2016, grazie al supporto del Dipartimento Cospecs dell'Università di Messina, Via Belle Arti ha subito una trasformazione grazie a una serie di opere di street art ispirate all'opera di Cammarata. Artisti come Kuma, Poki, il Collettivo fx e Artisti per Caso hanno reinterpretato i muri di Via Maregrosso, creando un piccolo museo a cielo aperto che quest'anno si amplia ulteriormente, con la realizzazione di un laboratorio urbano al posto di una vecchia baracca.
Il progetto “il risveglio del cavaliere”
L'intervento artistico si concentra sul recupero di un murales nascosto sotto uno strato di intonaco bianco, un'opera che potrebbe essere l'unica esterna all'abitazione di Cammarata ancora esistente. L'artista, riflettendo sulla difficoltà di emulare lo stile unico di Cammarata, ha scelto un approccio diverso: non un'imitazione, ma un gesto di risveglio, un'azione volta a riportare alla luce l'opera scomparsa e a onorare la memoria dell'artista.
L'essenza del gesto artistico
L'artista riflette sulla differenza tra sé e Giovanni Cammarata, sottolineando il possesso di mani e di un corpo che gli permettono di agire. Il progetto non mira a creare una nuova opera pittorica, ma a compiere un gesto simbolico di risveglio, rimuovendo l'intonaco che nasconde il murales. Questo gesto rappresenta un omaggio alla perseveranza di Cammarata, che nonostante le distruzioni, continuava a creare per il bene della comunità, sperando in un futuro di comprensione e apprezzamento.